Il partito marxista-leninista italiano e il desiderio di guerra

- Manifesto per le elezioni del 15 giugno 2003
Per le strade di Prato e di Firenze talvolta ho notato i volantini del Partito marxista-leninista italiano (PMLI).
Tale Partito è, non da definirsi extraparlamentare, bensì non-parlamentare. In quanto esso stesso non ritiene che l’attuale parlamento sia rappresentante della volontà popolare, dunque è (anche) per questo che ogni volta che c’è da rieleggere i nostri deputati e senatori, il PMLI, propone l’astensione.
Da notare che la proposta d’astensione si è manifestata sin da tempi non sospetti. A riproponeva di quanto affermo, c’è a osservare che, quando in Italia nelle schiere del parlamento risiedevano parlamentari appartenenti a ben 2 partiti che si rifacevano a Marx-Lienin (Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani), il PMLI conti nuava ad affermare la sua campagna antivoto: “astenetevi!”
Vi è da vedere ce con il PMLI vi è l’assenza quasi totale di discussione, o meglio, può esistere solo la così detta “dialettica comunista“, il che a mio dire euivale ad affermare non affermando la libertà dell’altro.
Ma oltre a questo vi è proprio un odio viscerale contro tutto ciò che non è da rientrare all’interno del concetto di proletario. Un tempo voleva dire: persona che ha solo la prole come bene proprio, ed invece oggi avrebbe il cellulare, uno per lui e uno per ognuno della sua prole.
IV
Il proletariato da solo non può vincere la rivoluzione socialista, ma non ci riuscirebbe nemmeno col solo Fronte unito rivoluzionario, gli occorre anche un potente Esercito rosso che sia capace di tenere testa e travolgere le forze armate borghesi. E’ compito del Partito costituire, educare politicamente, addestrare militarmente, mobilitare e dirigere l’Esercito rosso. Questo esercito rivoluzionario, che sarà composto essenzialmente da operai, braccianti e contadini poveri e da elementi del popolo rivoluzionario, si formerà gradualmente secondo i tempi e un piano stabiliti dal Partito integrando anche le milizie operaie e contadine, le formazioni militari popolari e i gruppi di autodifesa che saranno nati spontaneamente sotto la spinta degli avvenimenti. Solo disponendo di un forte Esercito rosso, saldamente diretto dal Partito, che faccia affidamento più che sulle armi sul coraggio, l’audacia, l’eroismo e la creatività dei suoi soldati e delle masse che con essi si battono nelle piazze o che collaborano nelle retrovie, il proletariato e i suoi alleati possono affrontare qualsiasi battaglia, per quanto difficile e complessa essa sia, sicuri della vittoria finale.
In questi giorni, parliamo molto di questione morale, il punto è che i nostri politici aperta parentesi o politicanti) non si accorgono che vi sono derive in Italia assai pericolose



