Di questo film ho scritto molto, sperando che fosse qule capolavoro che il fumetto è. Viceversa ho incontrato solo immagini pornografiche al limite del V.M.18 e sangue a litri manco all’Overlook Hotel di Shining; e vi giuro che non sto esagerando.
Tutto è da stroncare in questo film tranne la recitazione di Jackie Earle Haley interprete di Rorschach/Walter Kovacs, mai né sotto né sopra le righe.
Il film è totalmente in debito con il fumetto per qul che concerne la psicologia e la metafisica presente nelle pagine del graphic novel di Moore.
Per sopperire il regista impone sequenze di sangue a frequenza sempre più frenetica, raggiungendo ad inquadrature per film a luci rosse, con Malin Åkerman (Gufo Notturno/Daniel Dreiberge) e Patrick Wilson (Spettro di Seta/Laurie Juspeczyk), che copulano con ansimi di lei e di lui con annessi e connessi, per almeno 3 minuti buoni.
Obiettivamente troppo per un film di solo V.M.14 in Italia.
O natura, o natura,
Perché non rendi poi
Quel che prometti allor? perché di tanto
Inganni i figli tuoi?
da A Silvia di Giacomo Leopardi
Una storia che inizia come atto di vendetta e finisce come atto di nichilismo sociopsicologico.
In Sweeney Todd: Il diabolico barbiere di Fleet Street, non sono le musiche e i suoni che si potrebbero aspettare da un musicol, che colpiscono, coloro che guardano il film. Quanto la trama.
L’inizio del film è similare Conte di Monte Cristo, ma con lo sviscerarsi del tempo la trama assume sempre più connotati sconcertata assenza di salvezza, fino ad approdare ad un totale annegamento nel nichilismo più puro.
Magistralmente interpretato da Johnny Depp, e accentuato dalla superba fotografia di Dariusz Wolski, “l’ingenuo” barbiere Benjamin Barker muta nel diabolico Sweeney Todd per un atto di sopraffazione. Un mutamento psicologico che lo porta ad essere non solo dipendente dai rasoi per uccidere sgozzando le sue prede, ma ad una vera unione uomo assimilato al suo strumento di morte. Da Storia del cinema la scena ove Mr. Todd, brandendo il rasoio con il braccio teso verso un tetro cielo, proclama soddisfatto:
Finalmente il mio braccio è nuovamente intero!
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Due pellicole che mi coinvolsero emotivamente (tanto da citarne ancora la sentenziale frase “vivo o morto tu verrai con me” ogni qual volta un mio amico non mi vuol seguire nei miei desideri) furono Robocop (a cui spetta la paternità dell’affermazione suddetta) e Predator.
Due fiml che non possono mancare dalla collezione di nessun cinefilo; si non vi preoccupate, non mancheranno sicuramente di appartenere presto anche alla mia.
In internet ho trovato due video molto interessanti. A suon di rap vangen descritti le trame. Ovvio che lo spoiler la fa da padrone, ma che volete… è per cinefili romantici questo post.
Non siate pigri e ottusi aprite gli occhi: è tutto già scritto, ripeto, è tutto già scritto.
Buona novità nel mondo delle ombre in celluloide,lo furono, e buon ricordo di ciò che erano ora sono. Per i temi futuri.
Robocop Rap

Predator Rap
