Il cuore di Shoshanna Dreyfus
E’ in un caffè parigino, Shosanna, rivede il soldatino tedesco di bell’aspetto e dai modi gentili che ha già visto ieri. Fuma una sigaretta e legge un libro dalla copertina rossa, non le interessa particolarmente quel Soldatino, quantomeno non più di quanto le possano interessare soldati che hanno quella divisa…
Le parla, è simpatico, tutti la pensano così… anzi! è famoso. Entra ufficiale che vogliano solamente stringergli la mano, ma quanto è bello stringere la mano a quel tipo di soldato nazista.
Quel ragazzo con la divisa nazista non altro che un eroe, al quale ha partecipato al film nel quale interpreta se stesso Orgoglio della nazione.
Tutte le tessere per suggellare un intreccio amoroso vi sono tutte, ragazzo carino, intelligente, un eroe, ammirato dai suoi superiori, stimato e rispettato dai suoi commilitoni.
Odiato da Shosanna.
E’ rimasta l’unica superstite del massacro della sua famiglia ai tempi di quando non era altro che una giovane adolescente. E da allora odia chiunque sia nazista. Bei soldatini compresi.
L’amante cerca risposte che l’amato non può imporre alla libertà altrui, ne può solo desiderare la felicità. Discretamente. Altrimenti non si è altro in un grande film di autocompiacimento basato sulla falsità storica.
E lì non c’è posto per l’amore al destino della persona amata.

Shosanna Dreyfus
Di questo film ho scritto molto, sperando che fosse qule capolavoro che il fumetto è. Viceversa ho incontrato solo immagini pornografiche al limite del V.M.18 e sangue a litri manco all’Overlook Hotel di Shining; e vi giuro che non sto esagerando.
Una storia che inizia come atto di vendetta e finisce come atto di nichilismo sociopsicologico.

Un gruppo di amici statunitensi si vuole fare di funghi allucinogeni irlandesi, perchè la protagonista ha il ragazzo in Irlanda.