“The experiment”: …una storia vera?
Anni fa mi imbattei in un film molto bello, "The Experiment", di un tizio tedesco dal nome impronunciabile (Oliver Hirschbiegel).
Grande fu la mia sorpresa leggendo la trama: un gruppo di persone accetta di fare da cavia in un esperimento di Psicologia Sociale, uno "studio dei gruppi dal vivo". A seconda di determinate caratteristiche comportamentali, gli psicologi suddividono le persone in 2 gruppi. Un gruppo avrebbe vissuto da secondini, e l'altro da carcerati; in una prigione "stile" Grande Fratello con telecamere sparse ovunque, al fine di poter studiare gli effetti della prigionia sulle persone, nonchè le varie dinamiche che si evolvono fra gruppi antagonisti; secondini e carcerati, appunto.
Prigione, secondini e carcerati tutto per finta, si va be' tranne le sbarre di acciaio, il fatto che i reclusi ci rimanevano per 24 ore al giorno: …e per il fatto che i poliziotti penitenziari usavano manganelli veri…
Qui finisce l'allegoria, pensavo che fosse tutto romanzato, una storia inventata mi dicevo e invece… trovo un sito che mi ha fatto gelare il sangue: successe tutto negli Stati Uniti (e chi altri avrebbe accettato 'na cosa del genere!?
). E dire che nessun proff. di Psicologia non ce l'ha nemmeno mai citato!
Il Proff. Philip G. Zimbardo lo ha realizzato realmente, non ha fatto un film ha eseguito "studio sulla vita in prigione (..) presso la Stanford University. Le modalità di indagine da noi utilizzate e ciò che abbiamo scoperto potrebbe sbalordirvi. (…) In pochissimi giorni (…) le nostre guardie divennero sadiche mentre i nostri prigionieri mostrarono segni evidenti di depressione e stress." Avvenne tutto realmente.
La banalità del male è in chiunque.
